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WELFARE CONTRATTUALE /
Il welfare aziendale sbarca anche nel settore telecomunicazioni
In base al nuovo Contrato Collettivo i lavoratori del comparto potranno beneficiare di 120 euro da spendere in servizi di welfare
24 dicembre 2017

Lo scorso mese di novembre, le parti sociali hanno raggiunto l’accordo sul nuovo integrativo valido per i lavoratori e le lavoratrici delle imprese che realizzano servizi di telecomunicazione. La grande novità, per ora valida solo per l’anno 2018, riguarda l’introduzione del welfare aziendale per cui è previsto un contributo procapite di 120 euro da parte delle imprese.


Cosa prevede il CCNL telecomunicazioni sul fronte welfare

L’accordo per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale (CCNL) del settore telecomunicazioni valido per l’anno 2018 è stato firmato lo scorso 23 novembre da tutte le parti sociali coinvolte. La grande novità prevista per il prossimo anno riguarda l’introduzione del welfare integrativo: dal 1° luglio 2018, tutte le imprese del settore dovranno erogare un contributo di 120 euro per ogni dipendente che sarà destinato a strumenti di welfare.

All’interno del CCNL è specificato, inoltre, che tale cifra potrà essere destinata interamente al Fondo Telemaco, cioè il fondo di previdenza complementare del settore.


Il welfare nei Contratti collettivi: un fenomeno in aumento

Il Contratto del settore telecomunicazioni entra così a far parte dei CCNL che, negli ultimi anni, hanno previsto prestazioni di welfare che possano collocarsi al di fuori dei “classici” percorsi della previdenza complementare e della sanità integrativa. In merito, abbiamo ampiamente trattato il caso del CCNL del settore metalmeccanico e di quello valido per gli orafi, argentieri e gioiellieri.

L’introduzione del welfare all’interno dei Contratti collettivi ha la possibilità di generare degli effetti significativi sia per i dipendenti che le aziende. Grazie a questa forma di welfare contrattuale, infatti, si creano condizioni favorevoli per diffondere la cultura in merito a queste forme di servizi destinati ai lavoratori, sempre più importanti nel momento in cui il welfare pubblico fatica a rispondere ai crescenti rischi e bisogni dei suoi cittadini. Si tratta di una dinamica che in questo modo va oltre il perimetro delle grandi imprese multinazionali, che ormai da tempo investo in welfare aziendale, aprendosi anche a quella miriade di piccole e medie imprese che sono alla base del sistema produttivo nel nostro Paese.

Inoltre, questo fenomeno – introdotto anche grazie alle novità previste in materia fiscale (che nel 2017 sono state garantite anche per le misure introdotte attraverso la contrattazione collettiva) – offre nuove opportunità per la contrattazione. A causa delle contingenze dettate dall’attuale stagnazione economica, infatti, si sono fortemente ridotte le opportunità di contrattazione dei miglioramenti salariali per i lavoratori. Grazie ai beni e ai servizi destinati ai dipendenti le parti sociali hanno così un nuovo strumento sul quale confrontarsi e sul quale dialogare per favorire il benessere di lavoratori e lavoratrici.


Riferimenti

CCNL telecomunicazioni

 


CCNL Metalmeccanici, la novità dei flexible benefit

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